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venerdì 30 marzo 2012

Tecnici, che mascalzoni

All’inizio pensavo che il governo, sedicente tecnico, fosse composto da pretini del liberismo e della finanza, intenti a leggere e recitare i messali della scuola di Chicago e attenti agli ordini della nunziatura di Berlino e di quello Ior del pensiero e denaro unico che è la Bce. Poi è arrivata ad ondate, come una febbre malarica, l’iniquità di tassazioni recessive e la chiara volontà di colpire il lavoro in tutti i suoi aspetti, per favorire la ricchezza e la rendita, premiare la pigrizia e l’incapacità, nascondere sotto densi fumi d’incenso la scarsa volontà di colpire la vera piaga del Paese che è la corruzione. E badato che non è un’invenzione comunista, lo dice anche il Wall Street Journal che è tutto dire.

Poi sono arrivate le  bugie e le auto incensazioni insieme alla sfrontatezza dei diktat, gli annunci per farsi belli o simulare equità finiti in nulla e infine le lettere autorefenziali ai giornali amici. E allora mi è diventato chiaro che non si tratta solo di rigidità e vuotaggine ideologica priva di realismo di sensibilità sociale . Ma soprattutto  c’è anche una buona dose di mascalzonaggine nel modulare la crisi secondo la convenienza e disegni tenuti accuratamente nascosti grazie ai complici sparsi in Italia e in Europa.



Non sarà sfuggito a nessuno che la Bce ha fatto mancare il suo appoggio ai titoli spagnoli proprio nel giorno in cui c’è stata grande manifestazione di Madrid  e Rajoy, uscito perdente dalle regionali di Andalusia e Asturie, si  trova in difficoltà a massacrare il mercato del lavoro. E non credo che possa essere sfuggito a nessuno che Passera abbia scoperto solo ieri che siamo in recessione, che anche ai  nostri buoni pluriennali del tesoro si è fatto mancare l’appoggio in modo da creare nuovo allarme.

Un nuovo allarme che invece di dirci che l’opera del governo è stata maldestra e controproducente viene presentato come la dimostrazione che occorre fare di più, smantellare l’articolo 18 e via dicendo. Purtroppo abbiamo l’esempio della Grecia, del Portogallo e della stessa Spagna che parlano a nome della realtà, contro gli intrighi dei potentati: togliere tutele e massacrare i salari è servito solo a rendere più drammatica la situazione. Così mentre crescono i suicidi che non sono sufficienti a scalfire il pelo di cinghiale che questi hanno sullo stomaco, ci viene riproposta la stessa favola, amplificata dai media servili e accettata da una politica che oltre a essere mascalzona essa stessa, è anche borsaiola.
Mi chiedo fino a quando si potrà sopportare tutto questo, di vivere nella menzogna continua. E quanta corda ancora dovremo dargli prima che s’impìcchino da soli. semplicissimus

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