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sabato 26 gennaio 2013

Caso Ruggeri: l’OrSA rivendica l’azione di denuncia

La pubblicazione della notizia secondo cui l’ex presidente dell’ATO 3, Antonio Ruggeri, è stato raggiunto dall’avviso di conclusione indagini avente per oggetto un’ipotesi di peculato legato alla scoperta dell’impiego di un furgone della Società per il trasporto di un gommone di proprietà dello stesso Ruggeri da Portorosa a Larderia e viceversa, costituisce un fatto per certi aspetti clamoroso che da quanto si conosce trae la propria origine da una denuncia il cui autore è sino ad oggi rimasto anonimo.

Ebbene, giunti alla conclusione delle indagini preliminari, il sindacato di Base OrSA interviene per rendere pubblicamente noto che l’azione investigativa ha tratto avvio da un esposto dell’OrSA depositato in Procura il 23 dicembre 2011, rimasto riservato per ragioni di opportunità, suggerite dagli stessi inquirenti.

In effetti, l’esposto faceva riferimento ad una serie di viaggi compiuti sulla tratta Messina Falcone nei mesi estivi con l’automobile di servizio per i quali, tra l’altro,  pare che i magistrati stiano optando per l’archiviazione alla luce di un nuovo orientamento giurisprudenziale che legittimerebbe l’uso dell’auto di servizio per raggiungere l’abitazione privata anche fuori dal comune di residenza, ma l’attività di indagine svolta, anche attraverso l’assunzione di fondamentali informazioni da parte di alcuni dipendenti della Società d’Ambito sentiti e regolarmente verbalizzati, ha portato alla scoperta dei “viaggi del gommone” per i quali pare sussistano tutte le ragioni per parlare di peculato.



Il Segretario Regionale dell’OrSA Mariano Massaro ritiene importante rivendicare oggi l’azione compiuta dai militanti dell’OrSA, non certo per infierire contro un individuo che in questi anni ha ricoperto, in maniera molto discutibile,  incarichi di primo piano in città, ma per sottolineare alcuni aspetti utili a promuovere l’incalzante azione del sindacato di base che da sempre pone la lotta diretta e la denuncia come  alternativa vincente alle dinamiche ingessate del sindacalismo tradizionale:
“A indagini concluse” afferma Massaro “è giusto rendere noto che l’intervento della magistratura è stato possibile grazie anche alla coraggiosa azione dei lavoratori e dei militanti del sindacato che non si sono piegati ai ricatti ed alle vessazioni compiute da Ruggeri in questi anni attraverso la scellerata gestione del personale discriminato o favorito secondo l‘appartenenza politico/sindacale e le denunce pretestuose contro i dirigenti dell’OrSA con il chiaro obiettivo di frenarne l’azione di lotta.
 
Ciò costituisce un esempio per i tanti lavoratori che nei vari settori sono costretti a difendere i propri diritti sanciti dalla legge, ma troppo spesso messi in discussione dall’azione di datori di lavoro e  amministratori disposti a passare su tutto pur di ottenere il massimo profitto o esercitare un potere che spesso non deriva loro da meriti e capacità dimostrate sul campo ma da beceri accordi da bottega politica. E’ indicativo ricordare e stigmatizzare il cinismo con cui Ruggeri, per presunta assenza di fondi, non esitava a mandare a casa i lavoratori delle cooperative sociali addetti alla cura del verde cittadino (soggetti “svantaggiati” che tentavano di reinserirsi nella società attraverso un lavoro pagato circa 400 euro al mese), di contro è riuscito agevolmente a individuare le somme per la sua ricca auto-liquidazione. È necessario credere nel valore della lotta dignitosa ed essere pronti a compiere, tutti insieme, atti concreti per impedire che le regole del diritto del lavoro e del rispetto dell’individuo siano impunemente calpestate”.

È proprio sulla base di questi concetti, che l’OrSA comunica di aver depositato a suo tempo un altro esposto riguardante i “famigerati” innalzamenti di livello di determinati dipendenti dell’ATO3 compiuti da Antonio Ruggeri nel corso della fase liquidatoria, con assoluto spregio delle regole contrattuali e con l’obbiettivo di favorire posizioni specifiche. Clamoroso il caso di una dipendente che dal quarto livello venne passata all’ottavo con un colpo di penna.

Ecco, l’OrSA attende ancora gli sviluppi legati a quella vicenda dalla quale ritiene sia derivato un ingiustificato aggravamento della spesa pubblica. (da nuovosoldo.it) 

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