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sabato 19 gennaio 2013

Il prefetto rideva e fingeva commozione per le vittime del terremoto dell’Aquila

E' quanto emerge da un'intercettazione telefonica predisposta dai pm partenopei nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli. Giovanna Iurato (nella foto sotto) parlava con il collega Gratteri e "scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani"

Rideva infatti il prefetto. Ma non lo faceva vedere. E fingeva di piangere. Lacrime di falsa commozione, davanti ai bambini rimasti orfani a causa del terremoto dell’Aquila.

E’ lei stessa dirlo, al telefono con un altro prefetto. Purtroppo per lei quelle conversazioni (e il loro tono scherzoso) sono state registrate dagli inquirenti. Ed è il tono, più che le parole, a suscitare la reazione indignata dei pm di Napoli che intercettano quella telefonata: “Una risata non giustificabile”...  (Il Fatto Quotidiano)

Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, si dice sorpreso e attonito, non solo in quanto primo cittadino, ma come uomo: "Ci sto malissimo. La verità è una: mi sto accorgendo, a mano a mano che escono retroscena della vicenda aquilana, che abbiamo avuto tanta gente a lavorare con noi, ma nessuno è entrato fino in fondo in questo dramma - dice Cialente - . Anche alla luce di altre intercettazioni, da Piscicelli a Bertolaso, ciò che emerge è la solitudine di questa comunità. La cosa di quell'intercettazione che più mi colpisce è l'interlocutore della Iurato (il prefetto Francesco Gratteri, ndr) che questo racconto lo vive come fosse una cosa esterna". (repubblica.it)

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