Inoltre, “a decorrere da tre mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea i soggetti interessati possono presentare istanze di permesso di prospezione o di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi ai sensi delle norme vigenti”.
“Riprende l’assalto ai tesori del Canale di Sicilia. La Northern Petroleum ha avanzato la richiesta di estendere le ricerche petrolifere a un’area di oltre 1.325 chilometri quadri, a poche miglia dal litorale agrigentino” denuncia Greenpeace. L’associazione ambientalista, insieme a Stoppa la Piattaforma, Apnea Pantelleria e alle associazioni di pescatori, Agci-Agrital Sicilia e LegaCoop Pesca Sicilia, che la scorsa estate si erano opposte con forza alle trivellazioni off-shore, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per chiedere di “intervenire immediatamente”. “La Regione Sicilia – afferma Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare, di Greenpeace Italia – ha l’opportunità di diventare leader di questa battaglia e fare fronte comune con le altre regioni contro questi nuovi attacchi. È ora di scegliere una governance del mare che tuteli le risorse e favorisca l’economia locale e non gli interessi delle compagnie petrolifere”.
Contro le trivellazioni il senatore Antonio D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato, che alla vigilia della riunione della Conferenza Stato-Regioni, è tornato a chiedere “l’immediata sospensione di ogni iter autorizzativo per la ricerca di idrocarburi nei mari italiani”.
“In sede di Conferenza Stato-Regioni – spiega – sarà trattato il tema delle nuove concessioni per trivellazioni petrolifere a mare. Spero che i presidenti delle Regioni interessate, da quelli che hanno partecipato al forum di Venezia dello scorso novembre 2012 al Presidente delle Regione Siciliana, oggi nuovamente minacciata da questo Governo tecnico ancora in carica dal rilascio di nuove autorizzazioni nel Canale di Sicilia, si oppongano fermamente – così come ha fatto per anni la Commissione Ambiente del Senato da me presieduta – al rilascio di nuove autorizzazioni”. (nuovosoldo)
“Riprende l’assalto ai tesori del Canale di Sicilia. La Northern Petroleum ha avanzato la richiesta di estendere le ricerche petrolifere a un’area di oltre 1.325 chilometri quadri, a poche miglia dal litorale agrigentino” denuncia Greenpeace. L’associazione ambientalista, insieme a Stoppa la Piattaforma, Apnea Pantelleria e alle associazioni di pescatori, Agci-Agrital Sicilia e LegaCoop Pesca Sicilia, che la scorsa estate si erano opposte con forza alle trivellazioni off-shore, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per chiedere di “intervenire immediatamente”. “La Regione Sicilia – afferma Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare, di Greenpeace Italia – ha l’opportunità di diventare leader di questa battaglia e fare fronte comune con le altre regioni contro questi nuovi attacchi. È ora di scegliere una governance del mare che tuteli le risorse e favorisca l’economia locale e non gli interessi delle compagnie petrolifere”.
Contro le trivellazioni il senatore Antonio D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato, che alla vigilia della riunione della Conferenza Stato-Regioni, è tornato a chiedere “l’immediata sospensione di ogni iter autorizzativo per la ricerca di idrocarburi nei mari italiani”.
“In sede di Conferenza Stato-Regioni – spiega – sarà trattato il tema delle nuove concessioni per trivellazioni petrolifere a mare. Spero che i presidenti delle Regioni interessate, da quelli che hanno partecipato al forum di Venezia dello scorso novembre 2012 al Presidente delle Regione Siciliana, oggi nuovamente minacciata da questo Governo tecnico ancora in carica dal rilascio di nuove autorizzazioni nel Canale di Sicilia, si oppongano fermamente – così come ha fatto per anni la Commissione Ambiente del Senato da me presieduta – al rilascio di nuove autorizzazioni”. (nuovosoldo)
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