
Muos. Non ho mai rifiutato alcuna intervista su qualsiasi argomento alla stessa Petyx che sa benissimo come rintracciarmi.
Stefania Petyx, senza che io ne sapessi nulla, ha atteso l ‘uscita della mia macchina dall’Assemblea regionale, dopo la mezzanotte, e si è fatta riprendere mentre la inseguiva insieme al bassotto.
Dopo essersi fatta riprendere in questa corsa, poteva costruire qualsiasi notizia basata su qualsiasi argomento, facendomi apparire come uno che fugge.
Stefania Petyx conosce bene il suo mestiere e sa come si fa a chiedere le interviste alle persone e sa anche che la mia scorta, per i noti problemi di sicurezza, non si fermerebbe mai all’uscita di Palazzo d’Orleans o dei Normanni, data la pericolosità, per me, di tali luoghi. E’ stata dunque una vera e propria pugnalata alle mie spalle senza diritto di replica e su una notizia totalmente falsa.
Per il resto, la mia posizione sul Muos è estremamente chiara e sono stati altrettanto chiari i miei comportamenti, che probabilmente saranno più noti al povero bassotto, costretto a stare per ore al freddo ad attendere uscita della mia macchina piuttosto che alla stessa Petyx.
I fatti parlano chiaro, il Ministero della Difesa Italiano mi ha citato in tribunale per richiedere dai primi di aprile, 25 mila euro al giorno per risarcire la Difesa, del danno, che avrebbero ricevuto per effetto della mia ordinanza e la conseguente revoca dei lavori. Se tali lavori fossero in corso, come afferma la Petyx, si faccia condurre dal suo bassotto ad attendere qualche altro, magari a Roma o magari vicino a qualche base, per chiedere conto di quei lavori, ma non inventi notizie perché dal primo giorno che mi sono insediato mi sono battuto con coraggio contro questa istallazione, fino a prendermi rischi personali per la decisione di revoca.
Se poi Stefania Petyx mi vuole intervistare, mi chiami e le rilascerò volentieri tutte le interviste che vuole, anche perché il suo bassotto mi è davvero molto simpatico”.
Rosario Crocetta
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