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martedì 31 gennaio 2012

“Tutta l’economia siciliana è controllata da Cosa nostra”

“Abbiamo il fondato sospetto che tutto il sistema economico siciliano, con particolare riguardo al settore degli appalti pubblici, sia stabilmente sotto il controllo della mafia. Ci stiamo attrezzando, abbiamo qualche risultato, ma è un mondo nuovo che va affrontato con nuove tecniche e nuovi mezzi”. Con queste parole il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, si è rivolto agli studenti accorsi allo Steri per la prima lezione antimafia inaugurata oggi dalla fondazione Falcone assieme all’ateneo e Confindustria Sicilia. “Al tempo in cui io ero studente – ha proseguito Messineo – la tesi prevalente ripeteva che la mafia non esiste, ma si trattava di un’invenzione di cattivi giornalisti che non avevano altro di cui occuparsi. Un seminario di questo tipo allora sarebbe stato impensabile. La negazione della mafia non era solo un fatto culturale, ci sono stati anni di cui ci vergogniamo e durante i quali la mafia era vista come uno stabilizzatore sociale. Oggi la nostra normativa antimafia viene studiata e imitata nei Paesi più disparati”.



Messineo ha poi tracciato un bilancio: “Le nostre stime sono approssimative ma valide e ci dicono che in 20 anni le persone condannate per il reato di associazione mafiosa sono state migliaia. Se si considera che la forza della mafia nella Sicilia occidentale, cioè nelle province di Trapani, Palermo e Agrigento, è stimabile intorno ai 3-4 mila individui, possiamo concludere che almeno una volta nella loro vita questi individui sono stati condannati e ciò testimonia la grande efficienza del sistema”.

Messineo ha affrontato anche il tema degli strumenti della lotta antimafia, come la confisca dei beni e le collaborazioni dei pentiti. “Non ci riguardano gli aspetti intimi, se cioè il pentito sia veramente pentito di ciò che ha fatto, ma quanto riferisce all’autorità giudiziaria e anche in questo la nostra legislazione è all’avanguardia e oggetto di studio da altri Paesi”.

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