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martedì 15 novembre 2011

Destino da precari per i giovani medici

Tre su dieci hanno un lavoro atipico, di questi meno del 20% conquista un contratto triennale. La metà lavora a tempo con contratti da sei a dodici mesi al massimo. Questi i risultati dell’indagine presentata oggi dall’Ordine dei medici di Roma


15 NOV - È un percorso ad ostacoli quello del giovane medico. Meno garantiti rispetto ai loro coetanei, dopo un lungo periodo di formazione che dura mediamente dieci anni, si trovano davanti anni di precariato e di bassa retribuzione. Con lavori frammentati e di breve durata caratterizzati da contratti a progetto o di collaborazione coordinata e continuativa, con caratteristiche che ricalcano quelle del lavoro subordinato. E così quasi la metà dei medici in età giovanile ha un rapporto di lavoro parasubordinato e lavora per due e più strutture; soltanto il 18,4% ha un contratto con una durata oltre i 36 mesi, mentre il 52,3% lavora da sei a dodici mesi. Soprattutto quasi la metà di quelli già occupati vorrebbe cambiare lavoro.
A passare al setaccio la carriera dei giovani camici bianchi è la ricerca “Giovani medici: indagine su occupazione, disoccupazione e precariato” presentata oggi e condotta dall’Ordine dei medici di Roma. Sotto la lente è finito un campione di 1.143 giovani medici stratificato per genere e classi d’età (fino a 30 anni; da 31 a 35; da 36 a 40; da 41 a 45) rappresentativo dell’universo degli iscritti all’Omceo di Roma e provincia (11.757 medici in totale).

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