Lo studio, riportato dalla rivista Lancet, si è concentrato sul prelievo di cellule staminali cardiache, che opportunamente trattate vengono iniettate nell'organo per far sì che esso recuperi la sua naturale capacità di contrazione e pompaggio.
I medici hanno prelevato una porzione dell'appendice atriale destra, dalla quale hanno ricavato le staminali oggetto della sperimentazione, coltivate in vitro finché non hanno raggiunto i due milioni. Passati 100 giorni, le staminali vengono reintrodotte nel cuore, dove a distanza di quattro mesi dall'intervento la capacità di pompaggio sale dal 30,3 al 38,5. Al contrario, nel gruppo di controllo che non ha ricevuto il trattamento non è stato registrato alcun miglioramento.
Secondo Bolli, “questi risultati sono molto significativi. Abbiamo dimostrato che le staminali cardiache possono migliorare significativamente la funzione di contrazione del cuore".
Nessun commento:
Posta un commento