Pagine

domenica 13 novembre 2011

MESSINA IL ‘PROBLEMA’ BUZZANCA: Doppio incarico, ora la palla passa all’Ars. Panarello: «Si dimetta subito e risolva il problema». Fli: «Buzzanca non ha rispetto delle istituzioni»

Il sindaco Buzzanca e il suo legale, l’avvocato Marcello Scurria, sono stati chiari: il primo cittadino non opterà tra la carica di sindaco e quella di deputato regionale, se non dopo un eventuale ricorso presentato al Tribunale di Palermo. I suoi oppositori lo sono stati altrettanto (Pd, Idv, Sel e Mpa su tutti): Buzzanca è un abusivo e il suo comportamento non è etico perché la Consulta ha detto che la legge che lo ancora alle due poltrone è incostituzionale.


A corollario anche la posizione dell’avvocato Antonio Catalioto, che continua a sostenere che non optando subito il sindaco potrebbe esporsi a eventuali conseguenze sul piano contabile. Cosa sarà allora, cosa aspettarsi a breve? La prima mossa la farà, ancora una volta, proprio l’avvocato Antonio Catalioto, legale anche del primo dei non eletti del Pdl, Antonio D’Aquino (oggi all’Mpa), che solleciterà formalmente la Commissione Verifica poteri dell’Ars, di cui peraltro fanno parte i deputati regionali del Pd, Giuseppe Laccoto e Filippo Panarello. E quest’ultimo prova a spiegare quali potrebbero essere gli scenari.

«Eravamo già stati sollecitati a esprimerci sul caso Buzzanca – commenta Panarello – ma come avviene per prassi ci eravamo bloccati per la presenza di un ricorso giudiziario. Ripeto: prassi vuole che la commissione, in quanto organo amministrativo, si stoppi davanti ad un iter giudiziario. Ma nel caso del deputato Santino Catalano, l’Avvocatura ci ha detto di procedere. Adesso abbiamo chiesto al Cga un parere per capire se procedere, anche in caso di presenza di ricorso giudiziario. Se il responso sarà positivo, allora saremo chiamati a esprimere un giudizio su Buzzanca. Per quanto mi riguarda, però, il sindaco farebbe bene a sciogliere subito questo nodo: la Corte costituzionale – conclude Panarello – non ha lasciato spazio a equivoci ed è stata chiara. Il doppio incarico non può più esistere, per questo Buzzanca non deve nascondersi dietro a cavilli burocratici.

Scelga subito e lo faccia per il bene della città, perché questa situazione di incertezza non fa bene a nessuno». E sull’argomento Catalioto incalza: «Non possono scegliere una strada diversa da quella già seguita per Catalano». Non è tenero sull’argomento, ma non potrebbe essere diversamente, è il coordinatore cittadino e consigliere comunale di Fli, Nello Pergolizzi. «La sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la leggina - meglio nota come “leggina Buzzanca” o “Salva doppio incarico”- mette la parola fine alla lunga serie di sterili tentativi di auto legittimazione e lungaggini burocratiche che avevano permesso, almeno sino ad ora, al sindaco Giuseppe Buzzanca di vivere in una condizione particolare che potremmo definire di “abusivismo” istituzionale. Strenuamente – continua Pergolizzi – il sindaco ha cercato di evitare di compiere la scelta (quella tra la poltrona di primo cittadino e lo scranno di deputato regionale) che ora, per legge, è invece obbligato a fare.

Tuttavia, nonostante la pronuncia dei giudici costituzionali, il dott. Buzzanca sembra rimanere ancorato “alle poltrone”, non dimostrando, in un momento così delicato per il nostro Paese, di avere il necessario rispetto delle Istituzioni e dei ruoli, anzi sembra quasi porre se stesso persino al di sopra della Costituzione della Repubblica Italiana a cui, si rammenta, tutti i cittadini sono sottoposti. Il primo cittadino, nonostante la chiara pronuncia da parte della Consulta, preferisce continuare ad operare nell’incostituzionalità e nell’illegittimità, ormai palesemente acclarate con sentenza costituzionale, piuttosto che dimettersi o dalla carica di sindaco o da quella di deputato regionale. Buon senso vorrebbe – conclude Pergolizzi – che Buzzanca ritrovasse quel che sembra smarrito, ovvero il senso di responsabilità verso le istituzioni che dovrebbe rappresentare invece di aggrapparsi disperatamente e superficialmente a quella legge che calpesta e dimostra di non rispettare, svilendo ed irridendo tragicamente il ruolo delle istituzioni. Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ed ancora, oggi, il presidente della Provincia di Caltanissetta Giuseppe Federico hanno responsabilmente compiuto la propria scelta lasciando, rispettivamente, la carica di parlamentare e di presidente della Provincia.

Il dott. Buzzanca, al contrario, pur essendo consapevole di quanto sia illegittimo, incostituzionale ed anti giuridico, rimane ancorato alle due poltrone». Ieri, intanto, non ha avuto un grande seguito la manifestazione promossa dal Comitato “No ai doppi incarichi”, tenutasi davanti a Palazzo Zanca. Al massimo una cinquantina le persone presenti, tra cui soprattutto politici (di Pd, Sel e Idv), pochissimi i cittadini comuni. MAURO CUCE’ - GDS

Nessun commento:

Posta un commento