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venerdì 1 giugno 2012

I siciliani bocciano la Sanità dell'Isola

PALERMO - La Sicilia bocciata sul fronte dell’appropriatezza, efficacia ed efficienza dei servizi sanitari. Il dato, emerge dall’ultimo Rapporto Istat 2012, appena pubblicato.

Gli indicatori utilizzati per soddisfare i tre parametri sono stati diversi, tra i quali, il tasso di ospedalizzazione, la mobilità sanitaria, la mortalità evitabile. Quest’ultima, è stata definita dalla letteratura internazionale come l’insieme delle cause di morte per le quali sono riconosciute attività efficaci di prevenzione secondaria o interventi diagnostico-terapeutici, che riducono il rischio di morte se somministrati in maniera appropriata e tempestiva.

Si tratta, quindi, della componente della mortalità che può essere ricondotta all’azione dei servizi sanitari, cioè i decessi prematuri (prima dei 75 anni) che non dovrebbero verificarsi in presenza di cure efficaci e tempestive. Anche in questo caso le regioni con i valori peggiori dell’indicatore sono quasi tutte situate nel Mezzogiorno: in particolare, per gli uomini il tasso di mortalità evitabile per cure sanitarie presenta valori superiori alla media nazionale in tutte le regioni meridionali eccetto la Puglia, mentre per le donne i valori più elevati si registrano in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Dall’indagine Istat, emerge che i cittadini siciliani sono insoddisfatti dei servizi sanitari sul piano dell’assistenza, della degenza e dei risultati. Un giudizio negativo che nel dettaglio riguarda i servizi igienici, la professionalità medico-sanitaria, le strutture, le liste d’attesa, il rapporto paziente-medico. Quotidiano di Sicilia

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