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venerdì 26 ottobre 2012

Messina. Emergenza cittadina: per la Cgil debiti per 250milioni


 Mentre palazzo Zanca è assediato dai lavoratori delle principali vertenza riconducibili alle difficoltà finanziarie del Comune, Messinambiente, Servizi sociali, Pulimento, sono i lavoratori precari, le famiglie dei disoccupati e quelle in difficoltà che rischiano di pagare il prezzo più alto di questo disastro- scrive Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina-.  Si profila il taglio dei servizi, il pagamento di quelli a domanda individuale come la mensa scolastica , ulteriori ritardi nel pagamento degli stipendi mentre le bollette, la spesa, gli affitti non aspettano. La Cgil aveva ripetutamente denunciato cosa stava accadendo ma siamo stati liquidati come pessimisti e cassandre. Oggi è prioritario trovare soluzioni a quest’emergenza, ma non si può trascurare di individuare i responsabili di tutto ciò”.
Da ieri intanto, a palazzo Zanca,  circola una nota a firma del Ragioniere generale Coglitore con la quale, mettendo a confronto entrate e uscite, si evidenzia uno sforamento del Patto di stabilità superiore 72 milioni di euro che si tradurrà in ulteriore aggravi per le Casse comunali. La Cgil provinciale, sulla base dei dati in proprio possesso, stima in oltre 250milioni i debiti complessivi di palazzo Zanca. “Una situazione davvero drammatica che evidenzia tutte le gravi carenze gestionali di questi ultimi anni, che continuano a emergere da ogni settore – osserva il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano che ricorda come nelle ultime 24 ore al nodo Atm, Messinambiente, Servizi sociali, Stipendi dei comunali, si è aggiunta la vertenza del pulimento, quella della mensa scolastica e persino il caso delle bollette non pagate. “Tre i principali fattori che hanno determinato l’attuale situazione delle casse comunali – osserva Oceano-:  lo sforamento del patto di stabilità dello scorso anno imputabile all’impiego di somme del Comune per il completamento degli svincoli , l’elevata evasione cui si è sommata in questo esercizio l’incapacità di riscossione di qualsiasi tributo. In pratica possiamo dire che il Comune ha incassato quasi nulla su rifiuti, Tarsu, occupazione suolo, pubblicità e altri tributi. Infine il taglio ai trasferimenti nazionali che però essendo noto, richiedeva una ridefinizione delle spese, cosa che non è evidentemente avvenuta”.
Oceano sottolinea quindi l’esigenza di ispirare qualunque futuro intervento all’equità, evitando di gravare sulle fasce deboli e sui contribuenti onesti. “Ora occorre intervenire senza perdere di vista l’equità e il senso di responsabilità sociale, facendo pagare chi non ha mai pagato o puntualmente evaso, e tutelando le fasce deboli della popolazione e quelle oneste – osserva Oceano-. Si devono garantire gli stipendi, i servizi ai cittadini e una riorganizzazione funzionale del sistema. Anche ricorrendo a misure straordinarie”. nuovosoldo

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