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domenica 24 giugno 2012

Le performance degli ospedali siciliani

È un rincorrersi di luci e ombre. A ben guardare, per alcuni esiti spesso le zone d’ombra oscurano le ottime performance che alcune strutture sono riuscite a conquistare. In Sicilia, quando si parla di infarto, brilla il Presidio ospedaliero S. Agata a Militello e l’Ospedale Cervello di Palermo (anche se con un rischio di errore statistico). Ma l’ottimismo passa se si guardano i dati da allarme rosso registrati all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina e all’Ospedale Piemonte, sempre nella stessa città.



Stesso discorso per i cesarei, la Sicilia vanta la struttura più virtuosa delle tre Regioni “sotto esame”, ma anche quella che scivola pericolosamente verso zone d’ombra conquistando addirittura il dato negativo del più alto numero di ricorsi al "taglio" di tutta Italia. Raggiunge infatti l’eccellenza, l’Ospedale Carlo Basilotta a Nicosia, dove solo il 6% dei parti è realizzato con il cesareo, mentre la Casa di Cure Orestano srl di Palermo si presenta con ben il 91,6% di ricorsi a questa pratica.

E se la Regione sfodera molte best practice sull’indicatore relativo alla proporzione di colecistectomie laparoscopiche con una degenza entro 4 giorni (la punta di diamante è la clinica S. Anna di Agrigento), di contro in ben due strutture siciliane – i presidi ospedalieri San Biagio a Marsala e Barone Romeo a Patti – solo un paziente su cento con frattura al collo del femore sale sul tavolo operatorio entro le 48 ore dal ricovero (tra i peggiori esiti a livello nazionale). (da quotidiano sanità - dati Agenas)

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