Pagine

domenica 10 giugno 2012

MESSINA, COLLINE IN FIAMME: Torna in azione la mafia degli incendi?

Sono bastate poche ore per trasformare il verde delle colline di Massa San Giovanni e Santa Lucia in un desolante marrone, 2 vigili del fuoco ustionati e cinque intossicati.

Nei giorni scorsi la protesta dei trimestrali forestali. I sindacati però respingono sdegnati il collegamento.


Chi indaga da anni sull’oscuro pianeta dei piromani e degli incendiari sa bene quale sia il significato di un rogo provocato all’inizio, a metà o alla fine della stagione estiva. Apparentemente non sembra esserci differenza e invece anche i momenti scelti per appiccare le fiamme sono importanti.



 Le inchieste condotte dalle varie Procure d’Italia hanno svelato, ad esempio, che giugno è solitamente il mese degli incendi causati da chi vuol dimostrare la necessità di procedere all’assunzione di lavoratori da destinare alle opere di prevenzione degli incendi stessi (più volte sono stati colti in flagrante operai o ex forestali). Luglio e agosto sono il cuore dell’estate e lì s’intrecciano varie motivazioni: rarissimi i casi di autocombustione, rari quelli di affetti da piromania, cioè soggetti con problemi psichici, molto più frequenti quelli provocati da chi pensa di distruggere territorio collinare per creare nuove zone di pascolo (la “mafia dei pastori”), da chi spera di rendere edificabili i terreni bruciati (la “mafia edile”) e da chi ha finalità meramente eversive, utilizzando l’arma degli incendi boschivi né più né meno che come le bombe messe sui binari o nei cassonetti o ai piedi dei tralicci o in altri luoghi “sensibili”.

Accostare il gravissimo episodio delle Masse, che “inaugura” nel modo peggiore l’estate messinese, alle manifestazioni dei disoccupati che chiedono l’assunzione, senza averne le prove, è del tutto arbitrario. I sindacati respingono sdegnati tale collegamento. Ma tra tante persone perbene può esserci sempre qualche “scheggia impazzita”. Nel 2008 un trimestrale forestale è stato condannato a quattro anni per aver bruciato 1.500 ettari di bosco sulle colline sovrastanti Rodia e il litorale tirrenico. Nel 2010, secondo il rapporto sugli incendi boschivi in tutt’Italia, si è dimostrato che la Sicilia è la regione con più porzioni di territorio devastate dalle fiamme e gran parte degli eventi sono riconducibili «a cause colpose connesse alle attività agricole e forestali». Da Enricodigiacomo - Lucio D’Amico - GDS



Nessun commento:

Posta un commento